Una delle figure lavorative maggiormente ricercate al giorno d’oggi è l’operatore sociosanitario meglio noto come Oss.

Negli ultimi anni tante sono le modifiche apportate al contratto di questa figura professionale che viene riconosciuta come una vera e propria professione sanitaria e non più tecnica grazie al decreto Lorenzin del 2017.

In cosa consiste il lavoro dell’Oss

Come abbiamo precedentemente affermato, a partire dal 2017, la figura dell’Oss rientra nell’ambito dell’area sanitaria e viene equiparata a quella degli educatori sociale e del sociologo.

Tuttavia, non si tratta del classico infermiere, anche se nei suoi compiti rientra l’assistenza di base, ma fornisce sostegno all’attività medico-infermieristica.

Il lavoro dell’Oss consiste nel:

  • fare delle piccole medicazioni;
  • aiutare un paziente non autosufficiente nelle attività quotidiane;
  • aiutare il paziente nell’assunzione di farmaci per via orale;
  • rilevare i parametri vitali;
  • prevenire le ulcere da decubito;
  • compilare pratiche burocratiche;
  • svolgere attività di sterilizzazione, sanificazione e sanitizzazione

Proprio quest’ultima mansione era quella centrale del vecchio operatore sociosanitario. Adesso, invece, con il riconoscimento di questa figura come professionista sanitario, l’Oss è abilitato a mansioni più specialistiche, come somministrare una terapia intramuscolare o sottocutanea e non solo ad aiutare il paziente a deambulare.

In particolare, le funzioni dell’Oss sono:

  • garantire l’assistenza di base ai pazienti secondo le indicazioni dell’infermiere;
  • collaborare con l’infermiere per mettere in atto le prescrizioni mediche durante il processo diagnostico e terapeutico.

Ciò significa che l’operatore sociosanitario non può agire in autonomia e che deve seguire le istruzioni del personale infermieristico.

Le competenze dell’Oss

Per quanto riguarda le competenze di un operatore sociosanitario, esse sono di tipo tecnico, unite ad oggi quelle di tipo sanitario.

In particolare, un Oss dovrà:

  • garantire l’igiene e fornire aiuto funzioni biologiche della persona;
  • supportare il paziente nella mobilità e deambulazione;
  • assicurare controllo e assistenza durante la somministrazione delle diete;
  • assistere il personale infermieristico nella somministrazione di terapie.

 

Come effettuare la formazione Oss

Ovviamente per poter diventare Oss, bisogna certificarsi e quindi seguire dei cosi di formazione, ai quali si può accedere mediante una selezione scrupolosa.

Chiunque possiede la vecchia qualifica di operatore sanitario associato (Osa), potrà riqualificarsi in Oss, dal momento che non basta più la terza media.

Per poter accedere ad un corso di formazione, si deve far attenzione al bando che viene pubblicato da ogni singola Regione.

Come accedere all’Ape sociale

Per poter accedere all’Ape sociale, cioè alla pensione anticipata, fino al 31 dicembre 2018, è possibile far domanda da parte di un operatore sociosanitario solo se in possesso degli opportuni requisiti.

Non a caso quello dell’Oss, viene riconosciuto come un lavoro gravoso e pertanto si può richiedere in anticipo la pensione.

A questa categoria appartengono anche:

  • gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • gli addetti alle professioni infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni.

Per tutti quegli operatori che vogliono usufruire dell’Ape sociale devono avere 63 anni di età e 36 anni di contributi versati in modo da accedere al sussidio di accompagnamento alla pensione per un importo massimo di € 1.500,00 per 12 mensilità.