La retinopatia ipertensiva è provocata dagli alti livelli di pressione arteriosa sistemica protratti nel tempo e non curati.

I livelli pressori si definiscono “alti”, quindi classificano il paziente come iperteso, quando la pressione arteriosa supera i 140 mmHg (millimetri di mercurio) per quella sistolica e i 90 mmHg per quella diastolica, che rispettivamente sono anche chiamate “massima” e “minima”.

Se l’ipertensione arteriosa non viene curata con un’appropriata terapia farmacologica che mantenga i livelli sotto i valori indicati, i danni che provoca riguardano anche cuore, cervello, fegato e reni.

La retinopatia ipertensiva non ha sintomi finché non diventa di una certa gravità ed è per questo che chi soffre di pressione alta, anche se è sotto cura associata sopratutto a dislipidemie (diabete, colesterolemia, trigliceridi alti, ecc), deve eseguire una visita oculistica almeno 2 volte l’anno.

L’oculista infatti con l’osservazione del fondo oculare può individuare la presenza di questa patologia e anche il suo stadio di avanzamento.

I danni della retinopatia ipertensiva

oculistaI danni che provoca all’occhio la retinopatia ipertensiva sono progressivi.

Se si convive con livelli di pressione sempre alti e si hanno picchi ipertensivi, si vengono a creare dei danni vascolari che interessano la parete dei vasi sanguigni retinici e del nervo ottico.

Gli stessi vasi quindi innescano un meccanismo di compensazione per rottura degli stessi e le conseguenti emorragie e ischemie che ne derivano.

Chi è affetto da retinopatia ipertensiva, in conseguenza a questa compensazione vascolare, manifesta nei vasi sanguigni una tortuosità accentuata e aree scarsamente vascolarizzate.

La scarsità della vascolarizzazione indica che ci sono state delle importanti crisi ipertensive o la pressione è stata tenuta alta per lungo tempo e il meccanismo compensativo non ha più funzionato.

Tutto questo avvia un processo degenerativo della retina che si manifesta con versamenti di liquidi dovuti alle emorragie, che possono anche portare a perdere buona parte della vista.

Nel caso la retinopatia ipertensiva sia diagnosticata a uno stadio avanzato i liquidi sversati possono creare dei rigonfiamenti intorno alla cosiddetta “stella maculare”, con conseguente deficit della vista.

I sintomi della retinopatia ipertensiva

Come accennato si manifestano quasi esclusivamente quando la patologia è a uno stadio avanzato e riguardano in particolare annebbiamenti della vista e immagini percepite in modo distorto.

Se si sono verificate delle ischemie e delle emorragie il campo visivo risulta ristretto, ci può essere dolore agli occhi, cefalea, sensazione di lampi di luce, problemi di vista molto seri.

Lo sviluppo della retinopatia ha 4 livelli di gravità in base ai quali si possono decidere le terapie e gli interventi mirati.

Come curare la retinopatia ipertensiva

La cura della retinopatia ipertensiva riguarda prima di tutto l’eliminazione della causa, quindi la pressione alta.

Se la forma è grave si può utilizzare il laser per eliminare le ischemie che si sono create sulla retina, anche se è probabile che la vista possa essere recuperata solo in parte.

Tra gli esami consigliati da fare vi sono i seguenti :

  • FAF – Retinografia ad Autofluorescenza
  • RTN – Retinografia Digitale
  • CVC – Campo Visivo Computerizzato

Puoi recarti in uno dei Centri IGOR Point più vicino per effettuare uno di questi esami ed avere in 72 ore una refertazione dettagliata ed accurata online ad un costo molto basso.